FILOSOFIA MISTIFICATA


I filosofi descrivono l'Uno come essenza impersonale e trascendente, come in questo estratto che riassume il pensiero dei filosofi:

L'Uno è la prima, totalmente trascendente ipostasi, cioè la prima realtà sussistente. Esso non può contenere alcuna divisione, molteplicità o distinzione; per questo è al di sopra persino di qualsiasi categoria di essere. Il concetto di "essere" deriva infatti dagli oggetti dell'esperienza umana, ed è un attributo di questi, ma l'infinito trascendente Uno è al di là di tali oggetti, quindi al di là dei concetti che ne deriviamo.
L'Essere è Uno e indivisibile perché, se fossero due, occorrerebbe postulare una diversità; ma qualcosa che sia diverso dall'Essere non può essere, perché sarebbe allora un non-essere; o richiederebbe la presenza del non-essere come elemento separatore.

Ora vorrei capire come fanno gli studiosi o i teologi ad associare questa essenza agli dèi greci o agli elohim biblici, visto che queste entità vengono descritte palesemente come personaggi con caratteristiche personali, quali la gelosia, la rabbia, la vendetta eccetera eccetera.
Con tutta la buona volontà, vorrei capire come si fa a fare questi parallelismi, ci si deve proprio impegnare a cercare in tutti i modi di far combaciare due concetti cosi opposti. Oppure, a mio parere, si deve essere in cattiva fede, e volere di proposito mischiare le due cose per creare confusione.
In un libro su Parmenide, che comprai tempo fa, l'autore del libro voleva a tutti i costi far passare l'Uno di Parmenide che recita: "l'Essere è ingenerato e imperituro, infatti è un intero nel suo insieme, immobile e senza fine. Né una volta era, né sarà, perché è ora insieme tutto quanto, Uno, continuo", per il guerrafondaio Yahweh biblico, per poi finire con parallelismi assurdi tra il pensiero di Parmenide e la Bibbia.
Chi parla dei filosofi ci vuole appioppare il proprio credo e la propria fede, vogliono appioppare ai filosofi cose che loro non hanno mai detto. E'anche vero che molti interpretano per via del proprio retaggio culturale, ma tutto ciò è sbagliato, perché crea solo un enorme confusione. Ed il fatto che questa confusione avvenga per mano di persone di cultura non fa altro che farmi indignare ancor di più. Poi è vero che alcuni filosofi considerassero gli dèi greci e gli elohim biblici come esseri astratti, ma questo era dovuto solo dal fatto che fossero fortemente influenzati a credere in quel dogma; ma di fondo non cambia nulla, perché l'Uno è palesemente un ente astratto, impersonale e trascendente, e non ha nulla a che vedere con esseri, non solo con forte personalità, ma persino descritti molte volte come esseri in carne ed ossa.
Se si dice che gli dèi e gli elohim sono emanazioni dell'Uno, ok è giusto, ma dire che l'Uno è personificato in uno di loro; assolutamente NO ! Siamo tutti emanazioni dell'Uno, non lo può essere un ente in particolare, questa cosa è mistificazione pura !
In ultimo: la gente dovrebbe iniziare a leggere e pensare con la propria testa, senza tutti questi intermediari, che come abbiamo visto inquinano il messaggio originale con le loro fantasiose speculazioni. Questo vale per la Bibbia i filosofi e qualsiasi altra cosa.
Beppe Caselle