Siamo Dentro un Videogame


PICCOLA PREMESSA
Per concepire bene questa mia idea, bisogna prima di tutto comprendere e capire come funziona la materia. La materia analizzata risulta tutto l'opposto di quello che abbiamo sempre pensato, la materia è mera informazione.
Tutto quello che percepiamo è informazione decodificata dal nostro cervello, le "immagini" esterne (fatte di luci, ombre e colori) non sono altro che informazioni che si riflettono nell'occhio, vengono catturati dalla pupilla che attraverso il nervo ottico porta le informazioni al cervello che li decodificherà trasformandoli in immagine, ed ecco che abbiamo l'immagine, l'immagine risiede nella nostra mente e solo dentro la nostra mente si può creare, e cosi per il tatto e gli altri sensi; esempio:
Suono: le onde sonore sono informazioni che vengono catturate dal timpano e spedite al cervello che le decodificherà in suono.
Olfatto: gli odori sono informazioni che arrivano al naso -e come detto sopra- vengono decodificate, vengono tradotte dal nostro cervello in odore.
Tatto: quando con la mano tocchiamo un oggetto in realtà tocchiamo campi di informazione, che anch'essi come gli altri sensi verranno decodificati dal cervello che darà l'illusione del solido alla mano.
Non c'è nulla di materiale, tutto è informazione. Infatti la materia è fatta di atomi e questi atomi sono formati dal 99,9% di nulla (tra elettroni e nucleo), e quello 0,1% rimanente, analizzato risulta essere energia, o forse è meglio dire "vibrazione" o "informazione", quindi è sulla base di queste prove che la Teoria Olografica si conferma valida.
Ma per essere proprio precisi al posto di "cervello" in realtà bisognerebbe dire "coscienza", perché è essa che ha la percezione, e non può essere di certo il cervello, essendo esso solo un organo, e sopratutto essendo anch'esso fatto di atomi, quindi di campi d'informazione. In conclusione possiamo dire che la realtà non è altro che un "gioco" tridimensionale per coscienze-anime (come spiegherò ora).

LA MIA ESPERIENZA
Ho analizzato la materia in modo molto più dettagliato e scientifico nell'articolo Teoria Olografica, in modo che tutti possano capire che le basi di tale teoria non sono inventate, ma sono supportate da prove SCIENTIFICHE. Ora voglio esporre la mia idea della realtà, per farlo userò la metafora dei videogiochi 3D, perché trovo che faccia proprio al caso nostro. Allora, questo mondo o questa realtà è proprio come un videogioco, in un videogioco ogni mossa ogni palazzo, insomma ogni elemento è composto di dati (campi di informazione come detto nella Teoria Olografica), dati scritti dall'ideatore del gioco, detto anche il programmatore. Il programmatore deve scrivere ogni cosa, ogni possibilità che il giocatore sceglierà di fare. Ad esempio: (ricordo che parlo di un gioco tridimensionale di ultima generazione e non di un gioco bidimensionale) quando il giocatore sta giocando può scegliere di muovere l'omino del gioco a 360 gradi, questo significa che in qualsiasi parte sceglierà di muovere l'omino, quella parte è già stata scritta dal programmatore, anche perché l'omino si potrà muovere solo nell'ambito che è già stato scritto e prestabilito. Comunque sia quando giochiamo a un videogioco 3D abbiamo la percezione di essere liberi di scegliere qualsiasi direzione, quindi avere il totale controllo al 100% dell'omino selezionato. Cosi anche nella vita, noi abbiamo questa sensazione di poter muoverci in qualsiasi parte noi decidiamo. Ma proprio come in un gioco ogni mossa che faremo potrebbe essere già scritta. Infatti i Déjà Vu si potrebbero spiegare con questa teoria, in pratica un Déjà Vu è rivivere una parte del film/videogioco già scritto, un altro esempio sono i sogni premonitori, tra cui io ne ho fatti molti, e posso assicurare che ho rivissuto in modo identico e limpido quello che avevo sognato il giorno prima, anche questi sogni si possono spiegare con questa teoria, in pratica tutta la vita (proprio come per i videogiochi) è stata scritta, e con i sogni noi possiamo attingere a parti del “futuro” già scritte della nostra vita. Questo non significa però che essendo il futuro già scritto, allora sia inutile vivere, non fraintendete, perché nei videogiochi tutto è già stato scritto, ogni mossa che farete è stata scritta, ma questo non significa che la fine del gioco sarà uguale per tutti, infatti chiunque giochi avrà dei finali diversi e farà percorsi diversi verso l'obiettivo finale del gioco. Cosi nella nostra vita. nel nostro futuro ci sono scritte tutte le potenziali strade che faremo, ma poi spetta a noi scegliere quale intraprendere, e in base a quelle che sceglieremo il nostro futuro cambierà. In sostanza anche se tutto è già scritto spetta a noi la scelta di quali strade intraprendere, e spetta a noi creare il percorso. Chiunque gioca a un videogioco 3D sa che ogni partita che fa è diversa dall'altra. E comunque sia quando parliamo di un videogioco parliamo di una realtà molto limitata, mentre la vita si potrebbe paragonare a un videogioco si, ma super e mega evoluto. Questo che è esposto è la mia idea di realtà, diciamo che è un pensiero filosofico, ma di concreto ha delle analogie con la scientifica Teoria Olografica, vediamole: a) come abbiamo visto l'Universo è composto da dati (cioè campi di informazione) che il cervello decodifica in immagini tramite l'occhio, idem è un videogioco, il videogioco è composto di dati che poi il lettore decodificherà in immagini che vedremo tramite lo schermo. Nel dischetto ci sono solo dati (codici di informazione), vedremo le immagine solo quando il lettore decodificherà codesti dati in immagini e li proietterà nello schermo, ma proprio come per l'Universo anche il gioco nella sua forma primaria è composto solo da dati. b) Nel videogioco abbiamo l'illusione della separazione, ci scontriamo contro i muri e combattiamo contro altri personaggi, ma in realtà proprio come nella realtà dell'Universo olografico e la filosofia dell'Uno, nel dischetto (la matrice) è tutto un blocco unico di dati, e la sensazione di separazione è solo un illusione, data dalla decodificazione che fa il lettore.
Questa teoria spiegherebbe una volta per tutte il rompicapo al quale la scienza di regime non vuole addentrarsi: i sogni premonitori. Se tutto è casuale il futuro viene passo per passo, come ho potuto io vedere cosi tante volte pezzi di film/videogioco in anticipo, a volte nei sogni ho visto anche frammenti di tre e più minuti che si sono avverati, quante possibilità ci sono che io possa sognare cosi tanti immagini (considerate che nei film che vediamo ci sono circa 30 fotogrammi al secondo) e parole in sequenza identica solo per puro caso? Se ci pensiamo la Teoria Olografica come questa esposta ora potrebbero spiegare tutti o quasi tutti i misteri che ci avvolgono. Voglio ripetere che comunque sia uno può vedere un frammento di videogioco in anticipo ma quel sogno o visione non per forza dovrà concretizzarsi, perché come detto prima: noi in base alle scelte che facciamo (tra le innumerevoli già scritte), possiamo cambiare il destino, quindi quei frammenti di visione premonitrici quando li si fanno, sono solo un POTENZIALE futuro. Si, tutto è già scritto come in un videogioco, ma spetta a noi fare le decisioni tra queste potenziali migliaia di strade e destini. Quindi le visioni (sogni premonitori) sono solo POTENZIALI possibilità di premonizioni future, e possono realizzarsi come no.
Molti ora chiederanno ma l'elite di potere che ho descritto in altri articoli, cosa c'entra con tutto ciò? Semplicemente l'elite (che spiego nel dettaglio qui) si è intromessa e si intromette nel nostro “videogioco” e lo sta facendo diventare un incubo, un “gioco” che serve per fare esperienza; per colpa di questa elite è diventato un “videogioco” dell'orrore, perchè ci fatto credere (a posta) che la morte esiste o che si vada all'Inferno se non si rispettano delle regole decise da un pazzoide; facendoci vivere male questa esistenza/esperienza (per approfondire leggi anche questo articolo: Il Più Grande Inganno: LA MORTE).

LA MORTE E' NECESSARIA
Premetto che la “morte” fisica secondo me è necessaria, faccio un esempio: quando ero piccolo ebbi un periodo dove ero solito giocare a Resident Evel, un videogioco 3D dovo l'umanità ha contratto un virus che ha fatto diventare quasi tutti zombie, e i protagonisti (i personaggi che si usano) devono capire da dove tutto questo ha avuto inizio, trovare il colpevole della creazione di questo virus per farlo cessare. Comunque la cosa che mi preme dire è che io un giorno tramite un mio amico, trovai un trucco per avere vite infinite, e giocando in questa modalità mi accorsi che il videogioco era diventato noiosissimo, senza rischio non c'erano più emozioni, tutto era piatto. Quindi compresi che la vita (questa avventura) è fatta anche di pericoli e incertezze perché cosi è più affascinate e motivante provare tale esperienza. Infatti quando ricominciai a giocare nella modalità classica -con le vite limitate-, ritrovai il piacere di giocare, perché non avevo più la certezza assoluta di finire i quadri, e quindi ritrovai la paura di essere sconfitto da qualche mostro che incontravo o il piacere di poter battere quei mostri, ma sopratutto la vittoria me la dovevo sudare e questo mi dava la soddisfazione di finire il gioco. Ma anche qui, NON FRAINTENDETE, c'è una bella differenza tra questo e quello che fa l'elite, un conto è giocare con l'incertezza della fine, e quindi avere la possibilità di fallire, un altro conto è quello che hanno fatto costoro (l'elite), che ci hanno fatto credere che questa vita sia l'unica ad esistere, con tutte le turbe che ha comportato questa menzogna. Turbe non da poco, perché, facendo sempre un parallelismo con i videogiochi 3D, è come se io avessi pensato, mentre giocavo a Resident Evil, che quella che stavo giocando fosse l'unica partita, l'unica esperienza in assoluto che avrei avuto in tutto il mio essere, non è difficile dedurre che cosi pensando ne sarei stato pietrificato, mi sarei depresso, perché qualsisia cosa avrei fatto, persino se avessi finito il gioco vincendo, sarei poi sparito nel nulla e quindi non mi sarei ricordato nulla, e tutta l'esperienza sarebbe stata nulla, inutile. Perché chiunque converrebbe con me nel dire, che andare in una scuola, fare una fatica immane tra studio e lezioni ed esami, per poi una volta averla finita (e magari superata con i massimo dei voti), si dovesse dimenticare tutto quello che si è imparato; è al quanto assurdo, grottesco. Uno fa mille fatiche per creare una vita che ha sempre sognato, per poi una volta finita, dimenticare tutto, dai siamo seri, tutto ciò è ridicolo. La vita non avrebbe senso in questi termini, qualsiasi cosa bella, qualsiasi esperienza (positiva o negativa) che mi sono servite a crescere ed a fare esperienza, se dovessi poi sparire nel nulla, dimenticando di conseguenza tutto; a cosa sarebbero servite tutte queste esperienze e crescite personali? Pensateci bene, e capirete che le esperienze sono utili solo se queste poi verranno conservate ricordate ed applicate a altre vite che si faranno.
Poi prima che qualcuno creda che io parli di religione, dico che l'alternativa (propinata dai media di regime) a questa follia della morte della coscienza è un altra follia, la religione, che ci dice che dopo questa esperienze di gioco/vita breve, saremo giudicati da un ente superiore, che decidendo in base alle sue regole (regole guarda caso funzionale all'elite) ti farà pagare tale giudizio per l'eternità. Come abbiamo visto l'elite sta facendo diventare quello che doveva essere un gioco (di esperienza) in un incubo. Va bene sperimentare qualsiasi esperienza di vita, ma sapendo sempre che tutto è collegato e che quello che facciamo è appunto un esperienza momentanea, e che finita quella c'è ne saranno altre.
Beppe Caselle