Panteismo


Panteismo in sunto
Termine filosofico, entrato nell'uso nei primi anni del secolo XVIII, in occasione delle controversie dei deisti inglesi (J. Toland, nel 1705, intitolò una sua opera Pantheistikon, e si parlò di pantheists). Questo termine deriva dal greco πᾶν "tutto" e ϑεός "Dio" (Dio è nel tutto), e consiste nella concezione filosofica in cui Dio è l'Universo nella sua totalità, pur non essendo nessuna delle cose in quanto tutte le trascende, ed è al tempo stesso in tutte le cose in quanto ragione d'essere di ciascuna . Il panteismo è riconducibile alla filosofia dell'Uno, che sostiene: l'Uno è la prima totalmente trascendente ipostasi, cioè la prima realtà sussistente. Esso non può contenere alcuna divisione, molteplicità o distinzione; è al di sopra di qualsiasi categoria di essere.

Il Panteismo secondo me
Dopo aver analizzato il Panteismo secondo i filosofi passati (nell 'articolo Filosofia Proibita), vorrei spiegare il Panteismo secondo me. Come detto già nell'articolo (La Bibbia non Parla di Spiritualità) il mio essere Panteista iniziò dopo la visione/sogno che ebbi. Il mio pensiero è molto semplice, e molto simile al Panteismo dei filosofi passati, che dicono "tutto è Uno". Noi tutti siamo un emanazione di questa sorgente/matrice chiamata Uno. Per usare delle metafore, potrei dire che noi siamo come delle onde del mare, ogni onda è diversa l'una dall'altra, ogni onda si vede separata dall'altra, ma ogni onda è parte del tutto (l'oceano), dal tutto è arrivata e nel tutto (l'oceano) ritornerà. Le onde a differenza di noi però sanno che una volta che si saranno frantumate sulla spiaggia, ritorneranno nell'oceano, e dall'oceano rinasceranno cosi all'infinito, mentre noi credendo che questa sia l'unica esistenza pensiamo che una volta finita questa esperienza saremo finiti, ma non è cosi, come le onde noi ritorneremo nell'Uno, e cosi all'infinito. Un altra metafora che mi piace fare è la metafora dei fiocchi di neve, ogni fiocco è diverso dall'altro, ognuno è unico e diverso dagli altri, eppure tutti i fiocchi arrivano dalla stessa unica sorgente (l'acqua), e in quel tutto (nell'acqua) ritorneranno una volta sciolti. Ecco con questi esempi spero di aver semplificato il concetto dell'Uno, noi ora viviamo la nostra illusione di separazione, ci vediamo diversi l'uni dagli altri, ma se ci pensiamo bene le cellule che compongono il nostro corpo sono le stesse che compongono quelli degli altri, e se andiamo ad analizzare ancora più a fondo noteremo che gli atomi che compongono le nostre cellule sono gli stessi che compongono l'Universo, quindi in realtà noi siamo collegati al tutto, siamo come dei cubetti di ghiaccio in un bicchiere d'acqua, che stanno sperimentando la divisione, ma che una volta sciolti ritorneranno e si rimescoleranno nel liquido dentro il bicchiere (la fonte primordiale). Tutto deriva dall'Uno, al quale tutto è collegato. Nel caso della coscienza vale la stessa cosa, anche perché come spiegato nell'articolo Teoria Olografica, tutto è pensiero, e la coscienza come per la “materia” è unica, lei ha l'illusione della separazione, perché come negli esempi fatti precedentemente la separazione non esiste. Ad esempio: nel sogno noi parliamo con dei personaggi, personaggi creati dalla nostra mente, e anche se è la nostra mente a generare questi personaggi, questi personaggi ci dicono cose di cui noi non sospettiamo minimamente, esattamente come le persone che noi incontriamo per strada nella vita da svegli. Nel sogno queste persone sono frutto della stessa e unica mente (la nostra), ma noi non riusciamo a prevedere quello che ci diranno, anche se li crea la nostra mente. Questa metafora fa capire che anche la vita funziona cosi; è la coscienza, l'Uno, che sta sognando, e sogna tante parti di se stesso, e che come nei sogni, ogni parte, ogni personaggio, quando si incontrano non sanno cosa gli dirà l'altro, pur essendo creazioni della stessa unica mente. Quindi nel sogno (come nella realtà), quando parliamo con qualcuno, stiamo assistendo all'illusione della separazione, perché in realtà entrambi i personaggi che dialogano sono un tutt'uno, entrambi frutto della stessa ed unica mente/coscienza. Ma poi se ci pensate bene, come fa una coscienza astratta a dividersi, come può l'astratto essere diviso, se ci pensate profondamente, l'astratto può solo creare l'illusione della separazione, ma in realtà è sempre un tutt'Uno. La materia che ci compone (compreso la coscienza) è immortale, come spiega la legge scientifica di Lavoisier (Antoine-Laurent de Lavoisier), ed essa recita cosi: “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. E questa è una legge universale, che vale per tutto e per tutti. Essendo ogni essere e ogni oggetto parte dell'Universo, ed essendo l'Universo emanazione dell'Uno, ogni essere ed ogni oggetto è l'Uno. Ed essendo tutta la “materia” dell'Universo immortale, cosi immortale è l'essere !
Beppe Caselle