Inconscio Collettivo


INCONSCIO COLLETTIVO IN BREVE
Per capire la follia della massa, e del perché essa è testarda e dia retta solo alle istituzioni e alle idee di luogo comune, è indispensabile comprendere l'Inconscio Collettivo -quello narrato da Jung- che in parte crea questa mentalità a cui assistiamo ogni giorno. Jung giustamente aveva capito che ci sono due inconsci, uno “personale” e uno “collettivo”. Lo strato per così dire superficiale dell'inconscio è senza dubbio quello personale. Ed esso poggia sopra uno strato più profondo che non deriva da esperienze e acquisizioni personali: è innato e attinge a tutto il passato collettivo umano. Questo strato più profondo è il cosiddetto "Inconscio Collettivo". Quindi abbiamo due strati di Inconscio, uno strato superiore chiamato “Inconscio Personale” e uno strato più profondo chiamato “Inconscio Collettivo”.


IL SOGNO DI JUNG
Per far capire bene di cosa si tratta L'Inconscio Colettivo, qui cito un sogno di Jung e di una sua riflessione finale, in questo sogno scendere equivale a penetrare sempre più in profondità lo strato dell'Inconscio Collettivo. Carl Gustav Jung -Ricordi, Sogni e Riflessioni-; Ecco il sogno:

Ero in una casa sconosciuta, a due piani. Era “la mia casa”. Mi trovavo al piano superiore, dove c’era una specie di salotto ammobiliato con bei mobili antichi di stile rococò. Alle pareti erano appesi antichi quadri di valore. Mi sorprendevo che questa dovesse essere la mia casa e pensavo: “Non è male!”. Ma allora mi veniva in mente di non sapere che aspetto avesse il piano inferiore. Scendevo le scale e raggiungevo il piano interrato. Tutto era molto più antico, e capivo che questa parte della casa doveva risalire circa al XV o XVI secolo. L’arredamento era medievale, e i pavimenti erano in mattoni rossi. Tutto era buio. Andavo da una stanza all’altra pensando: “Ora veramente devo esplorare tutta la casa!”. Giungevo dinanzi a una pesante porta, e l’aprivo: scoprivo una scala di pietra che conduceva in cantina. Scendevo e mi trovavo in una stanza con un bel soffitto a volta, eccezionalmente antica. Esaminando le pareti scoprivo, in mezzo ai comuni blocchi di pietra, strati di mattoni e frammenti di mattoni contenuti nella calcina: da questo mi rendevo conto che i muri risalivano all’epoca romana. Ero più che mai interessato. Esaminavo anche il pavimento, che era di lastre di pietra, e su una notavo un anello: lo tiravo su, e la lastra di pietra si sollevava, rivelando un’altra scala, di stretti gradini di pietra, che portava giù in profondità. Scendevo anche questi scalini, e entravo in una bassa caverna scavata nella roccia. Uno spesso strato di polvere ne copriva il pavimento, e nella polvere erano sparpagliati ossa e cocci, come resti di una civiltà primitiva. Scoprivo due teschi umani, evidentemente di epoca remota e mezzi distrutti. A questo punto il sogno finiva.
Mi era chiaro che la casa rappresentava una specie di immagine della psiche, cioè della condizione in cui era allora la mia coscienza, con in più le integrazioni inconsce fino allora acquisite. La coscienza era rappresentata dal salotto: aveva una atmosfera di luogo abitato, nonostante lo stile di altri tempi. Col pianterreno cominciava l’inconscio vero e proprio. Quanto più scendevo in basso, tanto più diveniva estraneo e oscuro. Nella caverna avevo scoperto i resti di una primitiva civiltà, cioè del mondo dell’uomo primitivo in me stesso, un mondo che solo a stento può essere raggiunto o illuminato dalla coscienza. La psiche primitiva dell’uomo confina con la vita dell’anima animale, così come le caverne dei tempi preistorici erano di solito abitate da animali prima che gli uomini le rivendicassero per sé.
Questo sogno spinse Jung ad analizzare sempre di più i suoi sogni con sempre maggiore interesse, trovandovi tracce di un passato storico e di immagini mitologiche non appartenenti al suo vissuto, e quindi questo lo portò a concepire l’esistenza di uno spazio inconscio più vasto e ricettivo che attinge a un passato collettivo di tutta l'umanità (proprio come se l'umanità in questo strato sia un unica coscienza) e dunque chiamò questo strato dell'essere, appunto: Inconscio Collettivo. In altri termini si potrebbe dire che l'Inconscio Collettivo è la struttura della psiche dell’intera umanità, sviluppatasi nel tempo ed è suddivisibile in Inferiore, Medio e Superiore. L’Inferiore è legato alle radici arcaiche, al passato dell’umanità; il Medio è costituito dai valori socio-culturali in questo attuale momento; il Superiore è invece relativo ai valori, alle potenzialità, alle mete future dell’umanità.

E' proprio l'Inconscio Collettivo (manipolato dall'èlite) che porta le masse a commettere sempre gli stessi errori, perché la massa attingendo ad esso vede ogni nuova idea come pericolosa, e di conseguenza la aggredisce, o in altri casi ne scappa. Finché la massa rimarrà ancorata all'Inconscio Collettivo, e finché non si deciderà a cambiarlo, rimarrà succube di idee preconcette e obsolete, oltre che a rimanere schiava e vittima del Potere Occulto, e cosi facendo nulla mai potrà cambiare.

MASSA SCHIAVA DELL'INCONSCIO COLLETTIVO
La gente non vuole discutere, la gente vuole solo aver ragione o peggio ancora, vuole solo contraddire, senza neppure ascoltare quello che gli si dice. Quando mi trovo a parlare con la gente mi accorgo che loro vogliono solo difendere il loro vecchio retaggio culturale, ogni notizia nuova viene percepita come pericolosa. E grazie a Jung ora posso capire che cosa succede a livello inconscio. Capire che la colpa di tutto ciò è imputabile anche in parte a questo Inconscio Collettivo che attingendo al passato vede pericolosa ogni nuova idea. -Nota: quando parlo del passato mi rivolgo alle parti Inferiore e Medio dell'Inconscio Collettivo, che equivalgono alla opinione comune passata che di conseguenza ha creato l'opinione collettiva presente. Quando parlo di cambiare l'inconscio collettivo mi riferisco alle parti Medio E Superiore, e quindi cambiare l'Inconscio presente per far di conseguenza cambiare quello futuro.In pratica questo inconscio collettivo è pregno di tutto il retaggio culturale passato, di tutto i vecchi concetti e di tutte le tradizioni passate, quindi anche se uno coscientemente riesce a intuire molte bugie propinate dalle istituzioni, alla fine dovrà pure fare i conti e scontrarsi con questo Inconscio Collettivo, ed essendo esso collettivo e attingendo a tutto il passato collettivo umano è decisamente molto più forte del conscio. Quindi purtroppo per i Liberi Pensatori e pionieri di nuove idee, la battaglia tra essi è assicurata. Come assicurata è la battaglia con la massa, che pensandoci bene potrebbe essere una metafora: il Libero Pensatore è la Coscienza, mentre l'Inconscio Collettivo è rappresentato dalla massa, che lotta per mantenere lo status quo e aggredisce ogni novità. Ma comunque il problema principale resta il fatto che la gente non fa neppure lo sforzo di cercare di cambiare il proprio conscio, figuriamoci se ha voglia di scontrarsi con l'Inconscio Collettivo. Per loro tutto è giusto cosi, anche se tutto quello che gli hanno insegnato sono menzogne. Ma la cosa inquietante è quando queste persone aggrediscono i Liberi Pensatori, ormai queste persone sono talmente radicate nei loro preconcetti e bugie che vedono come pericolo qualsiasi nuova informazione. Giustamente se qualcuno fomenta l'odio e la violenza, è giusto fermarlo, ma finché uno espone le proprie idee in modo educato e sopratutto con prove, non vedo cosa ci sia da aggredire od essere spaventati. Purtroppo questo mondo è strutturato per fare in modo che le pecore stesse rimettano in riga le pecore che vogliono uscire dal recinto, le istituzioni hanno fatto proprio un bel lavoro (dalla loro prospettiva), questo gregge di pecore (la massa) non ha neppure bisogno del cane per riordinare il gregge, perché è lo stesso gregge che aggredisce le pecore che vogliono uscire dal recinto, quindi rimettono in riga le “pecore” che vogliono pensare autonomamente. E purtroppo in tutto questo l'Inconscio Collettivo (per come è strutturato ora) da una forte mano a questa mentalità perversa e autolesionista. In questo blog voglio esporre le bugie e menzogne che la massa percepisce come verità assolute, ma che appena le si analizzano viene subito fuori che sono menzogne senza nessuna base logica o scientifica, menzogne create ad hoc per tenere le masse succubi e “schiave” del sistema, nei miei articoli vedremo il perché di tutto ciò, ma sopratutto capiremo che esiste un Governo Occulto, un governo che tira le fila dei nostri destini, un governo che sta ben nascosto; dando l'illusione della democrazia ai popoli, facendoli credere che votare dei politici -che apparentemente sembrano differenti- possa realmente far cambiare il loro futuro, ma invece la cosa che la gente non sa è: che entrambi i politici (dei due schieramenti maggiori) o quasi tutti i politici (di tutte le fazioni), lavorano per questo Governo Occulto. Quindi che vinca uno o l'altro, è sempre il Governo occulto a Governare. E per chi ha memoria, basti vedere che in Italia che vinca una fazione o l'altra è sempre la stessa cosa, sopratutto sulla politica estera. I politici si ricoprono di belle parole che poi però non manterranno, perché quello che fanno è eseguire gli ordini impartiti dal Governo Occulto. E qui voglio citare un importantissimo personaggio italiano, le quali parole sintetizzano bene il mio pensiero, e sopratutto testimoniano quello da me appena esposto. Norberto Bobbio (1909 – 2004) che è stato un filosofo, giurista, storico, politologo e senatore a vita italiano, quindi possiamo dire una persona MOLTO ma molto autorevole. E se lo diceva lui, c'è da crederci, comunque egli scrisse in un articolo sulla Stampa del 23 novembre 1980:
“Non si capisce nulla del nostro sistema di potere se non si è disposti ad ammettere che al di sotto del governo visibile c’è un governo che agisce nella penombra e ancora più in fondo un governo che agisce nella più assoluta oscurità, e che possiamo permetterci di chiamare criptogoverno.”
Per approfondire il Governo Occulto (l'èlite di potere) cliccate su questo altro mio articolo: Chi Governa Realmente il Mondo
Beppe Caselle